Berliri: vittima o carnefice?
Il gruppo formatosi per la Serie D si amalgama sempre di più, le amicizie si consolidano e la voglia di migliorarsi aumenta di allenamento in allenamento...ma, oltre ai "casi umani" affrontati nelle precedenti settimane, ce ne è uno in particolare che va approfondito.
La delicata situazione psicologica del nostro giornalista preferito, colui il quale ci "delizia" settimanalmente con le sue pagelle: Eugenio Berliri.
Trascorse ormai tre giornate di Campionato i minuti giocati dal "Pep Guardiola Biondo" non sono quelli che ti aspetti: tanta qualità, tanta tecnica lasciate spesso e volentieri sotto un fratino che non gli appartiene.
Nella prima partita entra e gioca gli ultimi 10 minuti e l'unico segno che lascia è quello della sua mano sulla faccia di un avversario. Un gesto che da lui non ti aspetteresti mai, no da Eugenio proprio no.
Evidente segnale di un nervosismo latente che porta inevitabilmente ad un accanimento "gratuito" nei confronti di alcuni dei suoi compagni mediante lo strumento a lui più caro: la penna. Obiettivi sensibili si vedono trafiggere dalle taglienti parole del Berliri che sfoga la sua rabbia utilizzando un mezzo che non lascia repliche ma solo ferite. A volte incurabili.
Citare come esempio il Dottorino è come sparare sulla Croce Rossa: ma la sua "intercettazione", presente nelle ultime Pagelle, sa tanto di ripicca nei confronti delle Istituzioni che stanno, anzi hanno, affondato il suo principale datore di lavoro.
Nella seconda partita annuncia tempestivamente di non poter essere presente causa improrogabili impegni lavorativi. Non convocato e in molti gongolano sapendo di evitare il feroce giudizio del Lunedì.
Invece a sorpresa eccolo apparire sulle tribune del Futbol Campus, penna e taccuino alla mano.
In molti tremano, c'è chi giura di averlo visto in Via Gradoli poche ore prima del Match a colloquio con "Brenda". Cosa si dicessero non è dato saperlo, ma voci di corridoio assicurano che il Biondo della Camilluccia fosse lì per effettuare una TRANSazione con lui/lei : avrebbe offerto molti soldi per far sì che, al posto del suo datore di lavoro, venisse indagato e incriminato un nostro amato compagno di squadra. Uno di quelli che gli levano minuti preziosi.
Fortunatamente "Brenda" è un uomo d'onore e non si lascia corrompere dalle promesse false e tendenziose di quel ragazzo dall'aspetto gentile ed educato.
Fatto sta che scivola via anche la seconda giornata di Campionato e il TC Parioli, nonostante la sua assenza, vince largamente.
Una ulteriore goccia si aggiunge alle precedenti : il mancato utilizzo nel big match con il Futbol Club. Trascorre 60minuti in panchina e la sua faccia poco felice non era data dalla vicinanza con Volpini - a cui avrebbe offerto uno scambio: il suo fratino per i biglietti dello Zoo - ma dalla incapacità di spiegarsi come uno come Cogliati possa entrare in campo e lui, invece,no.
Le pagelle di Lunedì rispecchiano il suo stato d'animo attuale: colpi bassi (intercettazione), la palma di peggiore in campo attribuita alla PERSONA SBAGLIATA (con tanto di pagella ampiamente sufficiente al portiere avversario) e il solito commento sarcastico su un compagno di squadra, tra l'altro suo cugino.
A proposito di cugini/e...a questo punto la domanda nasce spontanea: quel cugino/a di cui si sente spesso parlare nello spogliatoio, si proprio quello/a parente di un nostro compagno di squadra che viene accostato/a di frequente a colui il quale leva minuti preziosi alla sua immensa tecnica niente niente è proprio lui? Si spiegherebbero molte cose,molte. Forse troppe.
Non ci resta che fare una cosa: AIUTARLO.






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