Matteucci: addio o arrivederci?
"Nooo Nooo non è giusto, non è giusto" (cit. Guido De Angelis, radiocronaca derby Roma - Lazio )

Potrebbero sembrare le parole di Covelli per l'ennesima esclusione dal quintetto titolare ma in realtà è il pensiero di tutti noi dopo aver saputo che il piccolo David dovrà necessariamente trasferirsi in una terra fredda e lontana: Copenhagen si prende Matteucci nel momento migliore della stagione, nel momento in cui aveva cominciato a giocare e segnare con continuità. Non è giusto, non è giusto.
Complice l'infortunio del suo mentore Di Francesco infatti, il piccolo David era riuscito a ritagliarsi spazi importanti impreziosendo le sue prestazioni con realizzazioni pesanti ( quelle da 3 punti per intenderci ) e giocate che finalmente avevano dato alla "raccomandazione" di Cello un po' di credibilità.
Credibilità che Matteucci ha perso pero' successivamente spiegando le motivazioni della "trasferta forzata": "Ragazzi mi dispiace, il lavoro chiama e io non posso assolutamente tirarmi indietro".
Talis pater, talis filius. Se è vero che Matteucci è il figlioccio di Cello è altrettanto vero che la motivazione addotta al suo trasferimento è solida come la panchina fornitaci a Gallicano.
Il rapporto tra il freddo e la gnocca a Copenhagen è inversamente proporzionale. Evidentemente le storie narrate nello spogliatoio da Mosconi circa note "signorine danesi" hanno convinto in un batter d'occhio Matteucci ad accettare senza remore il trasferimento.
"Ragazzi, sapete quanto ci tengo alla Serie D...vado a correre la mattina. Tanto ogni week end torno a Roma, mi tengo allenato e mi metto a disposizione del Mister".
Al suo ritorno dalla fredda terra danese è stato subito schierato nel quintetto titolare ( non c'erano altri laterali in panchina...a buon intenditor poche parole ): i circa 400 insulti ricevuti da Boro nei primi 16 minuti del match gli hanno fatto però rimpiangere le temperature polari e i due metri di neve che accompagnano le sue settimane lavorative.
Nonostante la pressione subita durante tutta la partita ha offerto una buona prestazione, il che non puo' far altro che ben sperare sul proseguio della sua stagione da "esiliato".
Le sue potenzialità non sono mai state messe in discussione ed ora che ha cominciato ad avere un rendimento costante è quanto mai determinante il suo apporto alla causa dei colori BiancoVerdi. Quindi...
Siamo tutti convinti che non sarà un addio ma un arrivederci! Forza David non mollare!

Potrebbero sembrare le parole di Covelli per l'ennesima esclusione dal quintetto titolare ma in realtà è il pensiero di tutti noi dopo aver saputo che il piccolo David dovrà necessariamente trasferirsi in una terra fredda e lontana: Copenhagen si prende Matteucci nel momento migliore della stagione, nel momento in cui aveva cominciato a giocare e segnare con continuità. Non è giusto, non è giusto.
Complice l'infortunio del suo mentore Di Francesco infatti, il piccolo David era riuscito a ritagliarsi spazi importanti impreziosendo le sue prestazioni con realizzazioni pesanti ( quelle da 3 punti per intenderci ) e giocate che finalmente avevano dato alla "raccomandazione" di Cello un po' di credibilità.
Credibilità che Matteucci ha perso pero' successivamente spiegando le motivazioni della "trasferta forzata": "Ragazzi mi dispiace, il lavoro chiama e io non posso assolutamente tirarmi indietro".
Talis pater, talis filius. Se è vero che Matteucci è il figlioccio di Cello è altrettanto vero che la motivazione addotta al suo trasferimento è solida come la panchina fornitaci a Gallicano.
Il rapporto tra il freddo e la gnocca a Copenhagen è inversamente proporzionale. Evidentemente le storie narrate nello spogliatoio da Mosconi circa note "signorine danesi" hanno convinto in un batter d'occhio Matteucci ad accettare senza remore il trasferimento.
"Ragazzi, sapete quanto ci tengo alla Serie D...vado a correre la mattina. Tanto ogni week end torno a Roma, mi tengo allenato e mi metto a disposizione del Mister".
Al suo ritorno dalla fredda terra danese è stato subito schierato nel quintetto titolare ( non c'erano altri laterali in panchina...a buon intenditor poche parole ): i circa 400 insulti ricevuti da Boro nei primi 16 minuti del match gli hanno fatto però rimpiangere le temperature polari e i due metri di neve che accompagnano le sue settimane lavorative.
Nonostante la pressione subita durante tutta la partita ha offerto una buona prestazione, il che non puo' far altro che ben sperare sul proseguio della sua stagione da "esiliato".
Le sue potenzialità non sono mai state messe in discussione ed ora che ha cominciato ad avere un rendimento costante è quanto mai determinante il suo apporto alla causa dei colori BiancoVerdi. Quindi...
Siamo tutti convinti che non sarà un addio ma un arrivederci! Forza David non mollare!







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